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Mastoplastica additiva

MASTOPLASTICA ADDITIVA CON PROTESI / Aumento mammario con protesi mammarie

 

Si tratta di uno degli interventi più richiesti in ambito di chirurgia estetica. Ogni donna vive in maniera del tutto personale il rapporto con il proprio seno e da qui può nascere l’esigenza di migliorarlo aumentandolo.
Una decisione in questo senso va sempre attentamente valutata considerando che l’eventuale utilizzo di protesi implica conseguenze aggiuntive rispetto ad altri interventi chirurgici che non ne prevedono l’uso.
Utile a questo proposito un’approfondimento a parte sulle Protesi mammarie, così come la valutazione, se possibile, di tecniche alternative.
Da non sottovalutare la necessità e l’importanza di un eventuale controllo preliminare in un ambito di screening mammario. Importante resta inoltre esaminare sempre motivazioni e indicazioni ai fini di un risultato che possa essere veramente soddisfacente in rapporto al caso specifico: mammelle piccole, mammelle asimmetriche o morfologicamente anomale, mammelle modificate dopo variazioni ponderali o gravidanza e allattamento sono le situazioni che traggono beneficio da questi interventi. La decisione finale all’intervento deve essere sempre e comunque libera e consapevole.

LE PROTESI MAMMARIE

Vorrei, come premessa, sollecitare l’attenzione sul fatto che nel nostro paese chiunque abbia la laurea in Medicina possa utilizzare le protesi mammarie nonché fregiarsi del titolo di chirurgo estetico. Ritengo che esista di fatto un “vuoto normativo” dal momento che la salute va tutelata proprio partendo dal principio che questi interventi richiedono necessariamente la specializzazione in chirurgia plastica la quale non può certo essere acquisita durante il corso di laurea in Medicina e Chirurgia, ma nemmeno in seguito a “master” di pochi mesi che autorizzino poi titoli inesistenti come appunto quello di “chirurgo estetico”.

Purtroppo è rimasto un tentativo quello di mettere ordine sull’argomento con l’istituzione di una commissione parlamentare che coinvolga le società specialistiche rappresentanti nel nostro paese gli specialisti in chirurgia plastica ricostruttiva ed estetica.

E’ auspicabile che venga messa a punto a breve una regolamentazione che stabilisca chiaramente chi è autorizzato ad eseguire gli interventi di mastoplastica additiva, che venga istituito un registro delle protesi mammarie che permetta di valutarne numero e tipo impiantate annualmente, ma anche di raccogliere dettagli quali rimozione, sostituzione, stato delle protesi rimosse e quanto altro possa essere utile alla migliore la conoscenza di tali presidi medicali. Rimangono infine degli interrogativi in tema di protesi mammarie che possono essere discussi sulla base di più di 50 anni di storia medica in cui le protesi sono state utilizzate in chirurgia estetica e ricostruttiva della mammella.

LE PROTESI MAMMARIE SONO SICURE?

Esse vanno considerate sicure come dimostra il fatto inequivocabile che dopo oltre 5 decenni continuino ad essere utilizzate in chirurgia ricostruttiva ed estetica non essendoci evidenza di effetti dannosi ad esse correlate che siano statisticamente significativi.
Negli anni novanta le protesi mammarie sono state messe sotto osservazione negli USA per la presunta comparsa di effetti collaterali di tipo immunologico.
Dopo diversi anni di studi e osservazioni, la FDA, massimo organismo americano di controllo dei presidi medici, ha stabilito che il problema era legato ad un unico marchio di protesi e alla loro scarsa qualità costruttiva, mentre ha confermato la sicurezza generale delle protesi mammarie esigendo nel futuro più severi controlli della loro produzione.
Negli ultimi anni è stata accertata l’insorgenza di un processo linfoproliferativo locale in donne portatrici di protesi in un numero di casi che rimane limitato a poche decine complessive a fronte di milioni di protesi impiantate nel mondo. Anche in questo caso sembrerebbero coinvolti solo alcuni modelli di protesi e sono in corso approfondimenti epidemiologici che diano una dimensione più precisa al problema.

QUALI SONO LE INDICAZIONI E LE POSSIBILI COMPLICANZE LEGATE ALL'IMPIANTO DI PROTESI MAMMARIE?

Come per ogni chirurgia sarà la preparazione di chi opera a dare la corretta indicazione all’intervento in rapporto al caso specifico.
E’ scontato che età della paziente, sue caratteristiche psico-fisiche e abitudini di vita, patologie pregresse o in atto, così come lo stato locale dei tessuti o precedenti interventi condizioneranno l’indicazione all’intervento.

In altri termini starà all’esperienza del chirurgo e alla sua etica professionale dare “l’autorizzazione”, spiegando dettagliatamente anche rischi e complicanze che possono accompagnare ogni metodica chirurgica come va a tutti gli effetti considerata quella dell’aumento mammario a fini estetici.

Le complicanze più frequenti quale la contrattura della capsula peri-protesica (non è un rigetto perché le protesi sono materiali inerti e biocompatibili) che porta ad una distorsione della forma e, nei casi più gravi, alla necessità di sostituire la protesi, è oggi limitata a percentuali dell’ordine del 1-5 % che dipende da tecnica impiegata e tipo di protesi utilizzate.

Il principale limite di questo tipo di intervento è rappresentato dall’alta frequenza con cui si rende consigliato o necessario il re-intervento per motivi legati non tanto a complicanze, ma alla necessità di sostituire la protesi per motivi legati all’ ”invecchiamento” di tessuti e protesi stessa.

Resta quindi doverosa l’informazione consapevole e il rispetto di dettagli tecnici che solo etica professionale e un alto grado di specializzazione consentono di assicurare.

DIMENSIONI DELLE PROTESI: COME VA CONDOTTA LA SCELTA?

Pensare che le dimensioni del nuovo seno sia legato al puro desiderio della paziente è sbagliato, nel senso che i tessuti e le misure anatomiche locali condizionano fortemente la scelta della protesi e il successo dell’intervento.
La prova del reggiseno allo specchio con protesi di prova e la loro scelta come di un abito in boutique è “discutibile” e va condotto eventualmente con senso critico così come ogni simulazione.
La valutazione delle protesi deve essere un compromesso tra desiderio della paziente e stato locale di scheletro toracico, tessuti mammari e cute e non può prescindere da un adeguato approfondimento clinico.

Il fine ultimo deve essere quello di favorire “l’assimilazione” delle protesi alle strutture dell’organismo. Il risultato ottimale quello di ottenere un seno adeguato alle caratteristiche personali nell’ottica di ridurre al minimo i rischi di insoddisfazione della paziente nel lungo termine.

ESISTONO ALTERNATIVE ALLA MASTOPLASTICA ADDITIVA CON PROTESI?

Il Lipofilling mammario quasi sempre rappresenta una tecnica accessoria nella chirurgia estetica della mammella; in alcuni casi (selezionati) il reimpianto di grasso può consentire anche un aumento volumetrico senza ricorrere alle protesi.

Il lipofilling è un intervento chirurgico che consiste nell’utilizzare tessuto adiposo prelevato a mezzo siringa da sedi antomiche quali addome fianchi cosce e trasferlo alla mammella al fine di ottenerne un miglioramento morfologico. Il grado di miglioramento ottenibile varia da soggetto a soggetto e dipende in parte dal tipo di correzione richiesta, dalle condizioni generali della mammella, e soprattutto dal grado di riassorbimento cui va i incontro il grasso trapiantato (in genere circa il 30% ma può variare da soggetto a soggetto).

Limite dell’intervento è quindi il risultato che varia da individuo a individuo e che dipende dall’ attecchimento del materiale trapiantato. In rari casi la correzione risulta pressochè definitiva, in altri, con il passare del tempo, il materiale trapiantato può subire variabili gradi di riassorbimento e, pertanto, può rendersi necessario un nuovo trapianto a distanza di tempo variabile da alcuni mesi ad alcuni anni. Resta inoltre scontato che la possibilità di eseguire questo tipo di intervento è legato alla disponibilità di grasso utilizzabile e che esso condizionerà fortemente le possibilità di aumento.


PRIMA DELL’INTERVENTO

Prima dell’intervento viene eseguita una visita preliminare che ha lo scopo di approfondire ogni aspetto specifico legato al successivo intervento, ogni dettaglio verrà discusso in rapporto alle varie possibilità di risultato anche utilizzando supporti grafici e-o informatici; verranno richiesti eventuali accertamenti come esami standard preoperatori ed eventualmente esami specifici (screening mammario); verrà inoltre raccolto il consenso informato riguardante tra l’altro modalità di intervento, comportamenti da attuare dopo l’intervento e tempi di recupero.

INTERVENTO

DURATA
La durata media dell’intervento è di 90 minuti.
ANESTESIA
L’intervento viene eseguito preferibilmente in anestesia generale o in sedazione profonda.
MODALITÀ
Consiste nell’aumentare il volume mammario e nel dare al contempo un aspetto più piacevole al seno. A seconda del tipo di protesi utilizzate si otterranno mammelle più rotonde e voluminose nella regione del decolleté o più naturali (“a goccia”) in rapporto al gusto personale. Disegni e misurazioni preoperatori sono parte integrante ed essenziale in preparazione all’intervento. Si eseguono prima dell’anestesia a paziente in posizione eretta; rappresentano una guida per le incisioni durante l’operazione.
Le protesi possono essere inserite attraverso diversi accessi: a livello del solco sottomammario, dalla regione periareolare o da quella ascellare e, in base al tipo di mammella, potranno essere collocate in sede retroghiandolare o retropettorale. Tecniche chirurgiche più sofisticate consentiranno di ovviare a situazioni di asimmetria o seno cadente.
Indicazioni a questo intervento sono: la mammella piccola per costituzione o modificatasi dopo gravidanze e allattamenti, le asimmetrie o più semplicemente la richiesta di aumentare la taglia di un seno di forma piacevole.
Si parla di mastopessi con protesi quando si debba riposizionare un seno caduto, che ha perso tono e volume, riportandolo nella sua posizione originaria e migliorandolo come forma e consistenza. Sarà in questo caso necessaria un’estensione più o meno evidente delle cicatrici a seconda del grado di caduta (ptosi) così come l’inserimento di protesi diverse in rapporto alle diverse esigenze di mantenimento o modifica di morfologia e dimensione. L’intervento termina con una leggera medicazione e l’immediata vestizione di un reggiseno elastocompressivo.
DEGENZA
È consigliata una notte di degenza e il giorno successivo verrà eseguita la prima medicazione di controllo.

DOPO L’INTERVENTO

PERIODO POSTOPERATORIO IMMEDIATO
Il post operatorio non è particolarmente doloroso, limitandosi piuttosto ad un senso di “pesantezza e gonfiore” della regione operata limitato ai primi 2-3 giorno dopo l’intervento, ma può essere più doloroso per manipolazioni del muscolo pettorale durante l’intervento chirurgico.
Piccoli ematomi (ecchimosi) durano per circa una settimana.
Verrà variabilmente attuata a seconda dei casi una terapia farmacologica antidolorifica e antibiotica.
MEDICAZIONI E RUCUPERO
Dopo 7 giorni: rimozione della medicazione, sarà apprezzabile il risultato che tuttavia diverrà definitivo alcuni mesi dopo l’intervento, si tratta del tempo di assestamento definitivo delle protesi e dei tessuti mammari.
La normale attività quotidiana e lavorativa potrà essere ripresa dopo 7 giorni, quella sportiva dopo 3-4 settimane e in questo periodo dovrà essere mantenuto il più possibile il reggiseno elastocompressivo.
Nelle prime settimane la regione potrà essere tesa e ostacolare la posizione durante il sonno.
Frequente è l’alterazione della sensibilità dei tessuti superficiali che potrà persistere anche per alcune settimane.
Inizialmente la mammella apparirà leggermente alterata per forma e dimensioni. Nel giro di 1-3 mesi l’aspetto diverrà più naturale e successivamente assumerà il suo aspetto definitivo.
LA CICATRIZZAZIONE E LA STABILIZZAZIONE DEL RISULTATO DOPO LA CHIRURGIA ESTETICA
Tutti gli interventi di chirurgia estetica raggiungono il risultato definitivo ad avvenuta cicatrizzazione che normalmente si compie tra I 12 e I 18 mesi, nessun risultato può essere valutato prima di questo periodo.
Durante questo periodo anche a seguito di interventi eseguiti correttamente possono verificarsi proprio a causa dei processi di cicatrizzazione e in alcun modo essere previsti, anomalie rispetto al risultato auspicato.
Di questa variabilità deve essere ben consapevole chi si sottoponga ad interventi chirurgici, sapendo che spesso saranno necessari interventi correttivi secondari per ottimizzare risultati non completamente soddisfacenti e di cui il chirurgo non può essere considerato responsabile.
Verranno in ogni caso dati trattamenti specifici per un’ottimle “maturazione” cicatriziale che consentono di ottenere il massimo grado di eutrofia cicatriziale riducendo al minimo il debito cicatriziale.

LE VOSTRE DOMANDE

A cosa è dovuta la variabilità dei costi dell'intervento ?

La mastoplastica additiva può essere condotta in diversi ambiti sanitari, con diverse anestesie e anche le protesi possono essere molto diverse per marca e modello, per questi motivi esiste molta variabilità per i costi dell’intervento, tuttavia i costi di questo intervento come di altri interventi estetici non può scendere sotto certe cifre se si vuole dare una garanzia di sicurezza e professionalità.

Quale è la durata delle protesi e dei risultati dopo la mastoplastica additiva?

Durata di protesi e risultato estetico sono molto variabili, le protesi non hanno scadenza ma tendono come tutti i materiali a deteriorarsi ed i tessuti umani ad invecchiare, pertanto si considera che un periodo di 10-15 anni sia il periodo teorico medio di durata di una mastoplastica estetica con protesi.

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